
Come ti spiego cosa ci deve essere dentro chi comunica, anche in rete
Di DigitalUser 1 giu 2012, 02.25
Annamaria Anelli
Antecedente. Nelle ore più tremende del terremoto Groupalia twitta così: “paura del terremoto? Molliamo tutto e scappiamo a #Santo#Domingo!”.
Conseguente. La rete si rivolta contro Groupalia costringedola a scusarsi (goffamente). L’account manager di Groupalia, Andrea Gualtieri, dice così: “Si è trattato di un gesto irresponsabile dettato principalmente da superficialità e inesperienza”.
E adesso leggete queste riflessioni, vi sentirete meglio. Lei è #futurap. [L’ho “conosciuta” via #suxonica :-) grazie].
Vi sentirete meglio perché penserete che per ogni account manager del genere (“markettari travestiti da social media manager”) c’è qualcuno come #futurap.
Analisi vs parole d’aria fritta.
Perché, dovunque, anche dietro un #account, ci sono le persone. E chiunque parli, e si rivolga a tante persone, deve saper fare una cosa: comunicare bene. Non cambia niente essere fuori o dentro la rete: ciò che fa la differenza è se si è con le persone o contro di loro.
Questo scrive @futurap:
“[…] se foste un grande brand che deve parlare con la rete chi scegliereste da mandare in piazza in vostra rappresentanza?
Una persona con esperienza, sicuramente si. Almeno due tre anni di seniority nel ruolo. Certo. Conoscenza del mezzo dev’essere fondamentale, quindi una persona aggiornata. Ovvio.
Ma non credo che questo basti.
Per fare il community manager oggi devi essere un comunicatore. E per comunicare, oggi come da sempre, devi essere una bella persona.
Devi avere sensibilità, trasparenza, intelligenza, umorismo, buon gusto, curiosità nei confronti del mondo e delle persone, dentro e fuori la rete queste siano”.
Antecedente. Nelle ore più tremende del terremoto Groupalia twitta così: “paura del terremoto? Molliamo tutto e scappiamo a #Santo#Domingo!”.
Conseguente. La rete si rivolta contro Groupalia costringedola a scusarsi (goffamente). L’account manager di Groupalia, Andrea Gualtieri, dice così: “Si è trattato di un gesto irresponsabile dettato principalmente da superficialità e inesperienza”.
E adesso leggete queste riflessioni, vi sentirete meglio. Lei è #futurap. [L’ho “conosciuta” via #suxonica :-) grazie].
Vi sentirete meglio perché penserete che per ogni account manager del genere (“markettari travestiti da social media manager”) c’è qualcuno come #futurap.
Analisi vs parole d’aria fritta.
Perché, dovunque, anche dietro un #account, ci sono le persone. E chiunque parli, e si rivolga a tante persone, deve saper fare una cosa: comunicare bene. Non cambia niente essere fuori o dentro la rete: ciò che fa la differenza è se si è con le persone o contro di loro.
Questo scrive @futurap:
“[…] se foste un grande brand che deve parlare con la rete chi scegliereste da mandare in piazza in vostra rappresentanza?
Una persona con esperienza, sicuramente si. Almeno due tre anni di seniority nel ruolo. Certo. Conoscenza del mezzo dev’essere fondamentale, quindi una persona aggiornata. Ovvio.
Ma non credo che questo basti.
Per fare il community manager oggi devi essere un comunicatore. E per comunicare, oggi come da sempre, devi essere una bella persona.
Devi avere sensibilità, trasparenza, intelligenza, umorismo, buon gusto, curiosità nei confronti del mondo e delle persone, dentro e fuori la rete queste siano”.
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