"Ci auguriamo che molti di coloro che oggi non praticano adeguata attività fisica - conclude Franco Berti, presidente della Lega italiana fibrosi cistica - possano trovare utile questo nuovo strumento. 'Wireless' sta proprio per richiamare i concetti di libertà, di autonomia e di lievità, traguardi auspicabili, ma non sempre facili da raggiungere per chi è affetto da fibrosi cistica".
E sempre per curare la fibrosi cistica arriva in Italia la prima terapia wireless a base di tobramicina. La nuova terapia per le infezioni croniche da Pseudomonas Aeruginosa si assume in 5 minuti, contro i 20 richiesti dalla soluzione per aerosol (senza contare il tempo per preparare il nebulizzatore e disinfettarlo dopo ciascun utilizzo, assente per il dispositivowireless). In un ciclo di terapia di 4 settimane, Tobi Podhaler "regala" ai pazienti 13 ore di tempo libero.
Il dispositivo tascabile dura una settimana, non ha bisogno di essere disinfettato e, poiché l'erogazione del farmaco avviene in ambiente secco, riduce il rischio di re-infezioni batteriche. Inoltre non richiede alimentazione elettrica esterna e non contiene componenti elettroniche: è il primo dispositivo wireless per la terapia delle infezioni da Pseudomonas Aeruginosa, che allevia il carico terapeutico dei pazienti con fibrosi cistica.
Secondo il Prof. Magazzù- presidente della società italiana per la ricerca sulla fibrosi cistica: La terapia antibiotica inalatoria rappresenta un salto di qualità per le persone affette da fibrosi cistica; il nuovo dispositivo riduce significativamente il tempo di assunzione della terapia, permette di avere una maggiore diffusione di farmaco nei bronchi e nei polmoni e rende possibile, per chi lo impiega, vedere subito se ha utilizzato tutto il farmaco e se lo ha inalato correttamente".
Tutte le informazioni sul progetto sono disponibili su viviwireless.it














